Curvare il tempo del morire Verso una teoria operativa del campo esperienziale nel fine vita
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Abstract
Nel fine vita, la riduzione del tempo alla sua dimensione cronologica rappresenta un limite sia clinico sia etico. Questo contributo propone una riformulazione concettuale fondata sulla distinzione tra durata biologica e struttura del tempo vissuto. Attraverso una analogia controllata con la Relatività Generale, viene introdotto il concetto di “campo esperienziale del morire” e di “curvatura” indotta dalla “massa di cura”. Si sostiene che l’intervento palliativo, pur non modificando la prognosi, può incidere sulla configurazione fenomenologica del tempo, rendendolo più coerente e abitabile. Ne derivano implicazioni operative per la pratica clinica e una ridefinizione della responsabilità assistenziale.
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