Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine
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<p>Attualmente, in Repubblica Democratica del Congo, si sta diffondendo il contagio da Ebola bundibuyo a una velocità altissima: allo sviluppo di tale epidemia contribuiscono molti fattori, sia di natura sociopolitica che di natura biologica.</p> <p>Appartengono alla prima categoria lo scetticismo politico, il complottismo e il rifiuto dei messaggi ufficiali soprattutto da parte della popolazione dell'est della RDC, nonché l’inaccessibilità territoriale dovuta alla presenza di miliziani e, infine, le tradizioni popolari fra le quali soprattutto quelle legate alla sepoltura dei propri cari.</p> <p>I motivi biologici che sfavoriscono il controllo dell’espansione epidemica, al contrario, sono legati alla natura stessa dell’agente patogeno, il quale differisce moltissimo da ogni altro filovirus, principalmente dal virus Zaire, ma anche dai propri predecessori della medesima specie, comparsi in Uganda nel 2007 e nella stessa RDC nel 2012. Nell’articolo, vengono descritti tutti questi fattori, al fine di avere un quadro più chiaro della situazione.</p>Leonardo Borgese
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2026-09-302026-09-3093122010.30459/2026-37Il ruolo strategico del middle management infermieristico nel governo clinico
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<p><strong>Introduzione: </strong></p> <p>Nel moderno panorama sanitario, la complessità assistenziale richiede modelli di governance dinamici. Il Dirigente Infermieristico e il middle management (Coordinatori Infermieristici) rappresentano il fulcro della connessione tra gli obiettivi strategici aziendali e l’operatività clinica. La letteratura evidenzia come la sicurezza del paziente sia intrinsecamente legata non solo a protocolli rigorosi, ma anche alla qualità della leadership e alla gestione ottimale del capitale umano.</p> <p><strong>Obiettivo: </strong></p> <p>Analizzare l’impatto del middle management infermieristico nel mitigare il rischio clinico e nel promuovere standard di qualità elevati attraverso una gestione proattiva delle risorse umane.</p> <p><strong>Metodi: </strong></p> <p>È stata condotta una revisione narrativa della letteratura consultando le principali banche dati (PubMed, CINAHL, Scopus) focalizzandosi sugli indicatori di esito sensibili alle cure infermieristiche (Nursing Sensitive Outcomes) e sui modelli di leadership trasformativa applicati alla gestione del rischio e della qualità.</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>L'analisi indica che un middle management efficace agisce come "barriera di difesa" nel sistema di Risk Management. Il Dirigente Infermieristico influenza la sicurezza attraverso:</p> <ul> <li class="show">Human Resources Management: La correlazione diretta tra adeguato staffing (rapporto infermiere/paziente), riduzione del burnout e diminuzione degli eventi avversi.</li> <li class="show">Quality Management: L’implementazione di cicli PDCA (Plan-Do-Check- Act) guidati dai coordinatori favorisce una cultura della misurazione e del miglioramento continuo.</li> <li class="show">Safety Culture: Il passaggio da una cultura della colpa a una cultura dell'apprendimento (Just Culture) è mediato dalla capacità del management di gestire l'errore come opportunità di revisione dei processi.</li> </ul> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>Il middle management infermieristico non è un mero esecutore amministrativo, ma un garante del governo clinico. L'investimento nelle competenze manageriali del personale infermieristico è una leva strategica indispensabile per ridurre i costi legati alla non-qualità e per garantire la sostenibilità e la sicurezza dei percorsi diagnostico-terapeutici.</p>Simone Cappannelli
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2026-09-302026-09-3093778210.30459/2026-46Il ruolo della diagnosi microbiologica come strumento efficace per l'identificazione precoce dei patogeni responsabili delle gastroenteriti infettive, mediante l'impiego di metodi microbiologici rapidi
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/289
<p><strong>Introduzione e scopo: </strong></p> <p>Le malattie diarroiche rappresentano, dopo le malattie respiratorie, la seconda causa di morbilità e mortalità a livello mondiale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L'identificazione rapida dei patogeni enterici (batteri, virus, parassiti) consentirebbe di somministrare terapie mirate, laddove appropriato, ed evitare interventi non necessari. Fornirebbe inoltre ai clinici informazioni utili per considerare eziologie alternative e non di natura infettivologica. Questo studio ha indagato il ruolo del laboratorio di microbiologia come strumento di grande impatto per gli esiti clinici dei pazienti, utilizzando metodi rapidi e valutando l'impatto dell'aggiunta del test FilmArray® GI panel, nella gestione dei pazienti che si presentano al pronto soccorso o provenienti da reparti ospedalieri con sospetta diarrea di natura infettiva.</p> <p><strong>Materiali e Metodi: </strong></p> <p>È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo che ha analizzato 232 risultati microbiologici di pazienti ricoverati con sospetta infezione gastrointestinale. I campioni di feci sono stati analizzati con il Biofire FilmArray® GI panel su richiesta di uno specialista in malattie infettive, con eventuale conferma mediante coltura specifica per il patogeno di interesse.</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>In questo studio, abbiamo osservato che un totale di 207 agenti patogeni sono stati rilevati nei 127 campioni positivi. Dei 127 pazienti testati con il pannello FilmArray® GI, l'<em>Escherichia coli enteropatogeno </em>(EPEC) è stato l'organismo rilevato più frequentemente ed è stato trovato in 35 (17%) campioni; il <em>Campylobacter </em>è stato rilevato in 34 (16%) campioni; il <em>Clostridium difficile </em>è stato rilevato in 21 (10%) pazienti e la <em>Salmonella </em>è stata trovata in 14 (7%) campioni; 54 (26%) pazienti avevano un'eziologia virale, con il virus più comune che era il <em>Norovirus GI/GII </em>33 (16%). Gli agenti patogeni più comuni rilevati come coinfezioni erano l'EPEC, trovato in 21 (48%) campioni GIP-positivi con coinfezioni, seguito da <em>Campylobacter </em>e <em>Norovirus GI/GII </em>in 13 campioni (30%).</p> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>Negli ultimi anni, la diagnosi delle malattie gastrointestinali si è evoluta, passando dagli approcci tradizionali all'utilizzo di test diagnostici molecolari rapidi e spesso costosi. Ad oggi, nessuno studio ha definito un adeguato gold standard (standard di riferimento) rispetto al quale sia possibile confrontare in modo affidabile l'accuratezza dei test multiplex con quella dei metodi diagnostici convenzionali. In questo contesto, è necessario comprendere meglio la patogenicità dei microrganismi patogeni, la gravità della malattia e la risposta dell'ospite, al fine di interpretare correttamente le implicazioni cliniche delle coinfezioni.</p>Veronica CunsoloRebecca TestaPaola Alessandra PetrocelliLorenzo SardoneVeronica BrucculeriDeborah BagliniSilvia Del PrioreValentina LattaroGiulia RossiMaria NardoneStefano Rapi
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2026-09-302026-09-3093838910.30459/2026-47Governare l’ intelligenza artificiale in sanità
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<p>Il contributo affronta il tema della governance dell’intelligenza artificiale in sanità, evidenziando come la sfida non consista soltanto nell’introdurre nuove tecnologie, ma nel governarle in modo etico, sicuro e responsabile.</p> <p>A partire dal richiamo della Lettera Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV il lavoro presenta quale sfida emergente la necessità di coinvolgere attivamente le professioni sanitarie nei processi di valutazione, utilizzo e monitoraggio dei sistemi intelligenti, soprattutto quando integrati in dispositivi medici, software e piattaforme dati.</p> <p>L’articolo richiama AI Act, Legge n. 132/2025 e standard ISO/ IEC e UNI quali 42001, 27001 e UNI 11621-8, proponendo l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale come condizione essenziale per rendere effettiva la supervisione umana e per garantire che l’innovazione resti al servizio della persona assistita, della sicurezza delle cure e della responsabilità professionale.</p>Antonio Di Lascio
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2026-09-302026-09-30939010410.30459/2026-48L'assistente sanitario nella prevenzione territoriale e digitale intelligente
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/291
<p><strong>Introduzione: </strong></p> <p>L'Assistente Sanitario, ai sensi del D.M. n. 69/1997, è professionista sanitario della prevenzione, promozione ed educazione alla salute. La sua identità trova radici nel Testo unico delle leggi sanitarie e nella tradizione ordinamentale della sanità pubblica.</p> <p><strong>Obiettivi: </strong></p> <p>Alla luce di tale fondamento, il contributo ricostruisce il profilo attraverso la lettura coordinata di D.M. n. 69/1997, D.M. n. 77/2O22, L. n. 24/2O17, principi costituzionali e deontologia, nei processi territoriali, multiprofessionali e digitali.</p> <p><strong>Metodi: </strong></p> <p>È stata condotta un'analisi giuridico-documentale delle fonti costituzionali, normative, deontologiche, civilistiche, penalistiche, processuali, europee e programmatorie. Le fonti sono ordinate secondo una matrice fonte–bisogno–setting–équipe–dato–atto– responsabilità–documentazione–esito.</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>L'Assistente Sanitario informa, orienta e sostiene l'adesione nei percorsi di screening, vaccinazione, counselling, visita domiciliare, indagine epidemiologica e follow-up. Nel campo professionale tipizzato può assumere funzioni di gestione preventiva-comunitaria del percorso, raccordando cittadini e servizi nel rispetto delle competenze degli altri professionisti.</p> <p><strong>Discussione: </strong></p> <p>Diligenza qualificata, documentazione e responsabilità organizzativa costituiscono presidi dell'esercizio professionale. I titoli post-base rilevano nel rispettivo alveo formativo. Intelligenza artificiale, Fascicolo sanitario elettronico, anagrafi vaccinali e telemedicina sostengono accesso e continuità quando sono governati da controllo umano, protezione dei dati e tracciabilità.</p> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>La tutela del profilo rende riconoscibili le responsabilità e rafforza la sicurezza dell'équipe. Programmazione dei fabbisogni, organigrammi e distribuzione territoriale della formazione devono rispondere a bisogni verificati, perseguendo qualità, efficacia, efficienza, equità e sostenibilità del servizio al cittadino.</p>Tommaso Misino
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2026-09-302026-09-309310513010.30459/2026-49Gestione multidisciplinare della fibromialgia
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/292
<p><strong>Introduzione:</strong></p> <p>La Fibromialgia (FMS) è un disturbo clinico complesso caratterizzata da dolore cronico diffuso, associato a disturbi del sonno, affaticamento persistente, difficoltà cognitive e alterazioni dell’umore. Tali manifestazioni contribuiscono a determinare una significativa compromissione della qualità di vita, rendendo la gestione del paziente particolarmente complessa. La risposta ai trattamenti farmacologici convenzionali risulta spesso parziale, rendendo necessario un approccio terapeutico multidimensionale.</p> <p><strong>Obiettivi:</strong></p> <p>Descrivere il caso clinico di una giovane paziente con diagnosi di fibromialgia associata a disturbi dell’umore sottoposta a trattamento farmacologico integrato, al fine di valutare la risposta clinica e discutere le implicazioni terapeutiche nell’ambito di una gestione multidimensionale nel dolore cronico.</p> <p><strong>Metodi:</strong></p> <p>Viene presentato il caso clinico di una giovane donna affetta da dolore cronico diffuso insorto dopo trauma cervicale, associato a sonno non ristoratore, disturbi dell’umore e comorbilità somatiche. A causa dell’inefficacia o della scarsa tollerabilità dei trattamenti farmacologici convenzionali, la paziente veniva inserita in un percorso multidisciplinare comprendente valutazione algologica e psichiatrica, con ottimizzazione della terapia farmacologica mediante un approccio multidimensionale basato su desvenlafaxina, gabapentin e cannabis medica, associati a aripiprazolo e mirtazapina.</p> <p><strong>Risultati:</strong></p> <p>Nel follow-up a un anno dall’avvio del percorso multidisciplinare, il quadro clinico risultava nettamente migliorato, con riduzione della sintomatologia dolorosa, miglioramento del tono dell’umore e della qualità del sonno, nonché recupero delle attività quotidiane. Complessivamente, si evidenziava un significativo miglioramento della qualità di vita. Il caso evidenzia come la gestione del dolore cronico complesso richieda un approccio terapeutico integrato.</p> <p><strong>Discussione:</strong></p> <p>Il caso clinico evidenzia il potenziale ruolo degli eventi traumatici come fattori scatenanti e/o predisponenti nella fibromialgia, conferma la frequente resistenza ai trattamenti farmacologici convenzionali e sottolinea l’importanza di un approccio terapeutico integrato e multidimensionale. La combinazione di trattamenti ha consentito di agire su diversi meccanismi patofisiologici rilevanti, sottolineando l’importanza di una sinergia tra la modulazione farmacologica dei sistemi serotoninergici e noradrenergici e l’intervento multidisciplinare rivolto alle comorbilità somatiche e psicologiche del dolore cronico.</p> <p><strong>Conclusioni:</strong></p> <p>Il caso descritto supporta l’efficacia di un percorso terapeutico integrato e multidimensionale nei pazienti con fibromialgia complessa. In particolare, l’uso di desvenlafaxina, all’interno di un piano terapeutico integrato, può contribuire al miglioramento sia della sintomatologia dolorosa sia delle comorbilità psicologiche associate.</p>Renato Vellucci
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2026-09-302026-09-309313113410.30459/2026-50La gestione infermieristica del paziente sottoposto a supporto ecmo
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/293
<p><strong>Contesto: </strong></p> <p>L’ExtraCorporeal Membrane Oxygenation (ECMO) rappresenta un sistema di supporto extracorporeo all’avanguardia, in grado di sostituire temporaneamente l’attività fisiologica cardiaca e/o polmonare nei pazienti acuti che necessitano di tale supporto. Rappresenta una procedura invasiva non priva di rischi e complicanze che esige un’assistenza specifica e meticolosa da parte di professionisti altamente specializzati.</p> <p><strong>Obiettivi: </strong></p> <p>Descrivere la gestione infermieristica del paziente sottoposto a trattamento ECMO, analizzando un caso clinico specifico in relazione alla letteratura presente.</p> <p><strong>Materiali e metodi: </strong></p> <p>Si tratta di uno studio monocentrico a carattere osservazionale e descrittivo focalizzato su un singolo caso clinico (n=1). L’indagine è stata condotta mediante una raccolta dati rivolta al personale infermieristico e tecnico perfusionista integrata a breve colloquio.</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>Dallo studio sono emerse alcune criticità come l’assenza di protocolli standardizzati, un rapporto infermiere/paziente non sempre unitario, la necessità di formazione continua e un team ECMO non sempre presente al completo. È risultata determinante un’assistenza infermieristica continua e un approccio testa- piedi.</p> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>il presente case report mette in luce la complessità del supporto extracorporeo in termini di gestione e assistenza, ed evidenzia la necessità di protocolli standardizzati, basati sulle più recenti linee guida e Best Clinical Practice, e un team ECMO altamente specializzato. L’infermiere rappresenta una figura indispensabile nell’intero processo di cura, contribuendo al raggiungimento di un outcome positivo.</p>Giuseppe ZingaroMaria Raffaela LucchettaSara CongiuGiulio OppesClaudio MameliGiacomo MattaMarcello AtzoriRoberta RosmarinoEmanuela Floris
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2026-09-302026-09-309313514210.30459/2026-51Strategie di educazione terapeutica infermieristica nelle malattie infiammatorie intestinali
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/294
<p><strong>Introduzione: </strong></p> <p>Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Inflammatory Bowel Diseases, IBD), tra cui la Malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa, rappresentano un gruppo di patologie croniche che colpiscono prevalentemente giovani adulti e possono influenzare tutti gli aspetti della vita, inclusi il benessere fisico, emotivo e sociale. Segni e sintomi possono variare in relazione alla localizzazione della malattia, allo stato di attività e alla gravità del quadro clinico.</p> <p>La sintomatologia è caratterizzata da dolore addominale, diarrea cronica, affaticamento persistente, variazioni ponderali, riduzione dell’appetito e possibili complicanze sistemiche. La gestione delle IBD richiede un approccio multidisciplinare, nel quale l’infermiere riveste un ruolo centrale, in particolare attraverso l’educazione terapeutica. Tuttavia, sebbene il personale infermieristico svolga una funzione chiave nell’ambito educativo, tale ruolo non sempre viene pienamente riconosciuto o valorizzato.</p> <p><strong>Obiettivo: </strong></p> <p>Lo scopo del presente studio è stato quello di esplorare le percezioni dei pazienti affetti da IBD riguardo all’educazione terapeutica infermieristica e al suo ruolo nella gestione della malattia e nel miglioramento della qualità di vita.</p> <p><strong>Metodologia: </strong></p> <p>Lo studio è stato condotto mediante un disegno osservazionale a metodo misto, comprendente approcci qualitativi e quantitativi, al fine di ottenere una comprensione più ampia del fenomeno indagato.</p> <p>Il campione è stato reclutato attraverso la somministrazione di un questionario anonimo online, compilato da 220 pazienti affetti da IBD. L’analisi quantitativa ha incluso domande a risposta chiusa e i dati sono stati presentati mediante grafici e tabelle. Inoltre, è stata effettuata un’analisi statistica attraverso il calcolo delle medie e delle deviazioni standard di diversi item.</p> <p>L’analisi qualitativa delle domande aperte è stata condotta mediante analisi tematica secondo il metodo di Braun e Clarke.</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>I partecipanti hanno identificato gli approcci educativi personalizzati, erogati sia in presenza sia tramite contenuti multimediali, come i più utili, mentre gli incontri di gruppo e le consulenze a distanza sono risultati meno apprezzati.</p> <p>L’educazione terapeutica è stata percepita come particolarmente utile nella gestione della terapia farmacologica, nel riconoscimento dei sintomi e nel supporto emotivo. Le risposte aperte hanno evidenziato criticità legate alla vita quotidiana, all’impatto psicologico della malattia e alla necessità di un maggiore riconoscimento del ruolo infermieristico. È inoltre emersa l’esigenza di una formazione più approfondita del personale infermieristico, al fine di garantire un’assistenza sempre più specialistica e promuovere la valorizzazione professionale dell’infermiere.</p> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>I risultati del presente studio evidenziano come non esista un unico approccio educativo adatto a tutti i pazienti; al contrario, l’educazione terapeutica deve essere personalizzata per risultare realmente efficace. I dati mostrano la necessità di rafforzare l’educazione terapeutica infermieristica in diversi aspetti della vita quotidiana, nonché l’importanza di una formazione infermieristica specialistica per garantire un’assistenza più appropriata. I partecipanti hanno riconosciuto il potenziale contributo degli infermieri nel miglioramento della qualità di vita sotto il profilo clinico, emotivo e sociale.</p>Maria Raffaela LucchettaChiara MurtasStefano PlantaClaudio MameliRiccardo LocciGiulio OppesEmanuela FlorisGiacomo MattaMarcello AtzoriGiuseppe Zingaro
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2026-09-302026-09-309314315110.30459/2026-52Valutazione delle conoscenze e della percezione dell'intelligenza artificiale tra i professionisti dei laboratori medici nei laboratori diagnostici del Kerala meridionale, in India
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/295
<p>Contesto:</p> <p>L'intelligenza artificiale (IA) sta diventando una componente importante dei laboratori diagnostici grazie all'analisi delle immagini, all'autoverifica, all'analisi predittiva e ai sistemi informativi di laboratorio. Tuttavia, le informazioni sulla consapevolezza riguardo all'IA tra i professionisti di laboratorio nel Kerala meridionale sono limitate.</p> <p>Obiettivi:</p> <p>Valutare il livello di conoscenza e la percezione dell'IA tra i professionisti di laboratorio medico che lavorano nei laboratori diagnostici del Kerala meridionale e determinare i fattori sociodemografici e professionali associati.</p> <p>Metodi:</p> <p>È stato condotto uno studio trasversale tra i professionisti di laboratorio medico operanti in laboratori diagnostici pubblici e privati del Kerala meridionale. È stata calcolata una dimensione minima del campione di 137 partecipanti, includendo un margine del 10% per le mancate risposte. I dati sono stati raccolti mediante un questionario strutturato autosomministrato, riguardante dati sociodemografici, conoscenze sull'IA e percezione della stessa. L'analisi dei dati è stata effettuata utilizzando statistiche descrittive e inferenziali.</p> <p>Risultati:</p> <p>Tra i 137 partecipanti, il 59,1% era di sesso femminile e il 64,2% lavorava in laboratori privati. Una conoscenza adeguata dell'IA è stata riscontrata nel 71,5% dei casi, mentre l'81,0% ha mostrato una percezione positiva del suo utilizzo. Un livello di istruzione più elevato e l'impiego presso laboratori privati sono risultati significativamente associati a una migliore conoscenza e a una percezione più positiva (p<0,05). Internet (73,7%) e i social media (61,3%) sono emersi come le principali fonti di informazione sull'IA. La mancanza di formazione (79,6%) e gli elevati costi di implementazione (71,5%) sono stati identificati come le barriere più comuni.</p> <p>Conclusione:</p> <p>La maggior parte dei professionisti di laboratorio ha dimostrato una buona conoscenza e un atteggiamento positivo nei confronti dell'IA. Tuttavia, permangono lacune nella formazione, evidenziando la necessità di programmi strutturati sull'IA sia nella formazione di base che nello sviluppo professionale continuo.</p>N. Asha RabyS.N. Ajas
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2026-09-302026-09-309315215910.30459/2026-53Approccio integrativo basato sull'Ayurveda per la gestione dell'emiparesi associata a una malformazione artero-venosa cerebrale
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/297
<p><strong>Contesto: </strong></p> <p>Il presente lavoro descrive il caso clinico di una paziente affetta da vari sintomi, tra cui emiparesi sinistra (Ardhangavata) e crisi convulsive associate a una malformazione artero-venosa (MAV) cerebrale, oltre ad altre patologie concomitanti.</p> <p><strong>Metodi: </strong></p> <p>Sulla base dei principi dell'Ayurveda, è stato adottato un approccio integrato che ha incluso il Panchakarma e la Terapia Marma. Il trattamento è stato somministrato alla paziente all'interno di un ambiente spirituale per un periodo di 11 giorni (durante i quali nessuna terapia è stata effettuata nel quinto giorno).</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>La paziente ha riscontrato un notevole sollievo da diversi sintomi: nello specifico, è stato osservato un miglioramento superiore al 50% per la rigidità presente nella mano e nella gamba sinistre; un miglioramento di circa l'80% per l'incapacità di estendere le dita e il palmo della mano sinistra; e un sollievo di circa l'80% per la lombalgia. Complessivamente, al termine della terapia, la paziente ha riferito di sentirsi fiduciosa e di buon umore.</p> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>Pertanto, l'approccio integrato comprendente il Panchakarma e la Terapia Marma, applicato in un ambiente spirituale, ha mostrato risultati incoraggianti nella gestione dell'emiparesi sinistra (Ardhangavata) e di altri disturbi concomitanti in un breve lasso di tempo.</p>S. MishraA. Mishra
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2026-09-302026-09-309316817310.30459/2026-55Valutazione della concordanza tra conoscenze e pratiche relative all'igiene orale in scolari di età compresa tra gli 11 e i 16 anni in un'area urbana del distretto di Belagavi
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/298
<p>Contesto:</p> <p>Nonostante i notevoli sforzi di sanità pubblica volti all'educazione all'igiene orale, può persistere un divario tra ciò che gli adolescenti sanno sull'igiene dentale e le loro abitudini effettive. Quantificare tale divario, analizzando ogni singola pratica, è più utile per la pianificazione dei programmi rispetto all'utilizzo di un punteggio complessivo di conoscenze o comportamenti. Questo studio è stato condotto per valutare la concordanza tra conoscenze e pratiche relative a otto specifiche abitudini di igiene orale in studenti di età compresa tra gli 11 e i 16 anni, residenti in un'area urbana del distretto di Belagavi.</p> <p>Metodologia:</p> <p>È stato condotto uno studio trasversale su 800 adolescenti, selezionati mediante campionamento casuale a più stadi presso quattro scuole miste di Belagavi (India), tra gennaio e dicembre 2021. I dati sono stati raccolti tramite questionari strutturati somministrati da intervistatori, previa approvazione etica e acquisizione del consenso/assenso informato. Per ciascuno degli otto comportamenti, le conoscenze (corrette/errate) sono state incrociate con le pratiche dichiarate (corrette/errate) e confrontate utilizzando il test del chi-quadrato, con una soglia di significatività fissata a p<0,05.</p> <p>Risultati:</p> <p>È emerso un divario significativo tra conoscenze e pratiche per quanto riguarda la durata dello spazzolamento, la sostituzione dello spazzolino, l'uso di dentifricio al fluoro e il risciacquo post-prandiale; ciò indica che una conoscenza corretta non si traduceva sistematicamente in una pratica ottimale.</p> <p>Conclusione:</p> <p>È emerso un divario tra conoscenze e pratiche per metà dei comportamenti esaminati. I programmi scolastici dovrebbero affiancare alla trasmissione di informazioni anche attività di pratica supervisionata e dimostrazioni pratiche, concentrandosi in particolare sui comportamenti che presentano il divario più ampio.</p>S. N. AjasChandra S. Metgud
Copyright (c) 2026 S. N. Ajas, Chandra S. Metgud
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2026-09-302026-09-309317418110.30459/2026-56Legge 23 settembre 2025 numero 132
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/280
<p>Il contributo analizza la Legge 23 settembre 2025, n. 132, primo intervento organico del legislatore italiano in materia di intelligenza artificiale, con specifico riguardo alla disciplina dell’IA in ambito sanitario (artt. 7-10). <br>L’analisi colloca la normativa nazionale nel quadro del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), che qualifica i sistemi di IA sanitaria come sistemi ad alto rischio, e ne verifica la coerenza con il GDPR. <br>Lo studio esamina i profili centrali della disciplina: la qualificazione dello sviluppo di sistemi di IA in sanità come trattamento di “rilevante interesse pubblico”, quale base giuridica alternativa al consenso; il regime dei dati privati di elementi identificativi diretti, dell’anonimizzazione, della pseudonimizzazione e dei dati sintetici; il divieto di discriminazione algoritmica; i diritti di informazione del paziente; il principio della supervisione umana; l’istituzione della piattaforma nazionale di IA affidata ad AGENAS. <br>L’indagine evidenzia le principali criticità del testo: l’assenza di criteri operativi per la nozione di interesse pubblico e di discriminazione algoritmica, la mancata valutazione del rischio di re-identificazione, l’incertezza sull’allocazione delle responsabilità e l’omessa disciplina del benefit sharing. Il contributo formula infine proposte di perfezionamento normativo in vista dei decreti attuativi.</p> <p> </p>Alessandro Valerio
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2026-09-302026-09-3093212810.30459/2026-38I farmaci anti-obesità in età evolutiva
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/281
<p>È stato dimostrato che l'uso di agonisti del GLP-1 riduce il peso e migliora il controllo glicemico nei bambini, agendo attraverso la riduzione dell'appetito e il rallentamento dello svuotamento gastrico. Gli agonisti del GLP-1 agiscono a livello cerebrale stimolando specifici recettori in aree del sistema nervoso centrale, come l'ipotalamo, inducendo così un maggiore senso di sazietà. Influenzano inoltre la funzionalità gastrointestinale rallentando lo svuotamento gastrico, il che contribuisce a contenere l'aumento post-prandiale dei livelli di lipidi e carboidrati.</p> <p>Gli agonisti dei recettori del peptide-1 simile al glucagone (agonisti del GLP-1) si sono rivelati un'opzione terapeutica promettente per i pazienti pediatrici, grazie ai loro effetti benefici sulla riduzione del peso e sulla regolazione glicemica. Sono necessari ulteriori studi per valutarne la sicurezza a lungo termine in relazione alla crescita, alla pubertà e allo sviluppo osseo.</p> <p>Il loro impiego deve essere personalizzato e integrato con programmi di terapia comportamentale, nutrizione e attività fisica. Nel complesso, l'efficacia degli agonisti del GLP-1 nel controllo glicemico di bambini e adolescenti affetti da diabete mellito di tipo 2 è ben documentata. Pertanto, tali farmaci rappresentano una valida terapia aggiuntiva per i giovani con diabete mellito di tipo 2 che non raggiungono un controllo glicemico ottimale con la sola metformina o insulina.</p>Giorgio Pitzalis
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2026-09-302026-09-3093293610.30459/2026-39Malattie infettive emergenti nell'era del cambiamento climatico
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/282
<p> Il cambiamento climatico è emerso come un fattore determinante per la salute globale, influenzando profondamente le dinamiche di trasmissione e la distribuzione delle malattie infettive. L'aumento delle temperature globali, le variazioni nei regimi di precipitazione, gli eventi meteorologici estremi e le alterazioni ecologiche hanno inciso collettivamente sull'insorgenza, sulla diffusione e sulla gravità delle infezioni trasmesse da vettori, veicoli idrici o per via aerea, nonché delle zoonosi.</p> <p>La presente revisione sintetizza le attuali evidenze scientifiche per esaminare la relazione tra cambiamento climatico ed emergenza, trasmissione ed espansione geografica delle malattie infettive. La letteratura pertinente, pubblicata tra il 1995 e il 2025, è stata raccolta sistematicamente dalle principali banche dati – tra cui PubMed, Scopus, Web of Science, Google Scholar e Springer Nature – includendo articoli sottoposti a revisione paritaria, libri, rapporti di sorveglianza globale e valutazioni sul rapporto clima-salute.</p> <p>Le evidenze disponibili dimostrano che i cambiamenti ambientali indotti dal clima stanno rimodellando l'epidemiologia delle malattie infettive, alterando l'ecologia dei vettori, la sopravvivenza dei patogeni e le interazioni ospite-patogeno. L'aumento delle temperature, le variazioni delle precipitazioni, le perturbazioni degli ecosistemi e la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi hanno ampliato la distribuzione geografica e l'attività stagionale di vettori di malattie come zanzare e zecche, favorendo l'insorgenza e la ricomparsa di patologie quali dengue, malaria, influenza, malattia di Lyme e infezione da virus Zika. Tali risultati sottolineano l'urgente necessità di integrare le considerazioni climatiche nelle strategie di sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive. Questa revisione offre un quadro completo delle malattie infettive sensibili al clima, dei meccanismi che collegano la variabilità climatica alla trasmissione delle malattie, dei rischi globali emergenti, delle tendenze epidemiologiche, delle priorità di ricerca future e delle relative implicazioni per le politiche di sanità pubblica e i sistemi sanitari.</p>Vikram Seth
Copyright (c) 2026 Vikram Seth
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2026-09-302026-09-3093374710.30459/2026-40Ruolo sociale delle cure primarie e la funzione centrale del medico di medicina generale
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/283
<p>La trasformazione dei bisogni assistenziali, caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dalla complessità assistenziale delle patologie croniche, ha reso necessario un rafforzamento delle cure primarie.</p> <p>La nuova convenzione della medicina generale è maggiormente orientata verso un modello assistenziale basato sulla presa in carico del paziente integrando ruoli multiprofessionali e continuità delle cure.</p> <p>Il ruolo del Medico di Medicina Generale ha assunto un ruolo strategico nel nuovo assetto dell’assistenza territoriale superando il concetto prestazionale e valorizzando la sua funzione di integrazione con la rete territoriale.</p>Anna Rita VaraniMaria Elisabetta Perrone
Copyright (c) 2026 Anna Rita Varani, Maria Elisabetta Perrone
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2026-09-302026-09-3093485310.30459/2026-41L’architettura del dolore
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/284
<p>Il dolore rappresenta uno dei più complessi paradossi evolutivi: un sistema di allarme biologico essenziale per la sopravvivenza che, in condizioni fisiopatologiche, si trasforma esso stesso in una patologia cronica e invalidante. Per secoli, l'approccio terapeutico si è limitato al mascheramento del sintomo attraverso l'uso di molecole a spettro sistemico come oppioidi e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).</p> <p>Negli ultimi decenni, tuttavia, la ricerca neuroscientifica ha guidato un cambio di paradigma: il dolore non è più inteso come un mero segnale d'allarme che viaggia lungo un cavo nervoso, ma come il risultato di un'elaborazione dinamica che coinvolge l'intera architettura sinaptica, dalla periferia ai centri cognitivi superiori. Questa *perspective* esamina le più recenti strategie terapeutiche volte a superare i limiti della farmacologia classica, muovendosi verso un'ingegneria di precisione delle vie nocicettive.</p> <p>Dalla farmacologia conformazionale che "sintonizza" i recettori per attivare selettivamente le vie dell'analgesia, alla biomimesi che ispirandosi ai veleni animali blocca il dolore alla fonte, fino alle tecnologie di neuromodulazione e realtà virtuale che "hackerano" la percezione cognitiva: il futuro della terapia del dolore si delinea come un approccio multimodale in cui la chimica, la bioelettronica e la neuroscienza cognitiva convergono per restituire all'individuo non la semplice assenza di sintomo, ma la corretta omeostasi della propria biologia.</p>Pier Paolo Visentin
Copyright (c) 2026 Pier Paolo Visentin
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2026-09-302026-09-3093545910.30459/2026-42Icco di taranto
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/285
<p>Nel dicembre del 1959, in via Genova a Taranto, venne alla luce una sepoltura monumentale attribuita a un giovane atleta vissuto nella prima metà del V secolo a.C. Lo studio antropologico dello scheletro, riletto oggi alla luce delle fonti storiche e delle più recenti indagini bioarcheologiche, permette di riproporre l'identificazione del defunto con Icco, celebre medico-atleta tarantino, vincitore della LXXVII Olimpiade (472 a.C.) e figura di riferimento nella storia della medicina sportiva antica. L'analisi osteologica esclude con ragionevole certezza la pratica del pugilato e del pancrazio, ed è invece compatibile con il salto in lungo, la corsa, il lancio del disco e del giavellotto.</p> <p>I dati paleonutrizionali, condotti su calcio, stronzio, zinco, rame e arsenico, delineano un regime alimentare ricco di proteine animali e frutti di mare, coerente con la tradizione della cosiddetta "dieta di Icco". Vengono infine discusse le possibili cause di morte, tra cui un'insufficienza renale cronica legata al lento accumulo di arsenico.</p> <p>Lo studio propone un approccio multidisciplinare in cui antropologia fisica, paleopatologia e fonti storico-letterarie convergono nel restituire identità e biografia a uno dei più antichi medici della storia occidentale.</p> Gaspare Baggieri
Copyright (c) 2026 Gaspare Baggieri
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2026-09-302026-09-3093606610.30459/2026-43L’ intelligenza artificiale può suscitare i sentimenti della poesia?
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/286
<p>Durante la rivoluzione industriale la classe operaia temeva di perdere il lavoro a causa dell’introduzione delle macchine. Oggi la classe intellettuale (scrittori, giornalisti, traduttori, insegnati) teme che il proprio apporto professionale risulti superfluo a causa dell’Intelligenza Artificiale.</p> <p>Le nuove tecnologie apriranno nuovi spazi di lavoro ma non potranno sostituirsi alla creatività umana.</p> <p>La fotografia ha integrato ma non sostituito la pittura.</p> <p>La televisione non ha ucciso il cinema. Il pc non ha abolito penne, matite e carta. L’IA non potrà trasmettere le emozioni che un poeta vero può suscitare nei lettori. Per difendersi dal predominio dell’IA è necessario diffondere una cultura dell’autoespressione.</p>Antonio Bruni
Copyright (c) 2026 Antonio Bruni
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2026-09-302026-09-3093676910.30459/2026-44L’ aspirina è ancora con noi
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/287
<p>La storia dell’aspirina risale a oltre 3000 anni a.C. quando la corteccia di salice veniva usata come antidolorifico ed antipiretico. L’uso di foglie del Salix alba e corteccia di salice ridotte in poltiglia da assumere in caso di febbre ha avuto un uso fino al Medioevo.</p> <p>Nell’assunzione per via orale la masticazione provoca l’idrolizzazione del legame b-glicosidico, liberando glucosio e Salicina cui segue la trasformazione intestinale in Saligenina assorbita e convertita dal fegato in acido salicilico.</p> <p>Il chimico tedesco Felix Hoffmann esterificò il gruppo ossidrilico dell’acido salicilico ottenendo l’acido acetilsalicilico con minori effetti collaterali definito “Aspirina” quale capostipite della classe di farmaci antinfiammatori non steroidei.</p> <p>Negli anni Settanta, è stata scoperta la sua capacità antiaggregante piastrinica e l’efficacia a basse dosi nel ridurre la mortalità vascolare durante le prime settimane dopo un infarto acuto del miocardio oltre alla mortalità causata da alcuni processi neoplastici come il cancro del colon retto.</p>Mario Pezzella
Copyright (c) 2026 Mario Pezzella
https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0
2026-09-302026-09-3093707610.30459/2026-45Intelligenza artificiale per la diagnosi precoce del cancro orale e dei disturbi potenzialmente maligni del cavo orale
https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/296
<p><strong>Introduzione: </strong></p> <p>Il carcinoma squamoso orale (OSCC) rappresenta oltre il 90% delle neoplasie orali e presenta un tasso di sopravvivenza a cinque anni di circa il 50-65% quando diagnosticato in stadio avanzato. La maggior parte dei casi insorge in presenza di disturbi orali potenzialmente maligni (OPMD), tuttavia i tassi di diagnosi precoce restano inadeguati a livello globale.</p> <p><strong>Obiettivi: </strong></p> <p>Questa revisione sistematica di tipo scoping intende mappare le applicazioni dell’intelligenza artificiale (IA) nella diagnosi precoce dell’OSCC e degli OPMD, caratterizzare le modalità di imaging e le architetture algoritmiche utilizzate, sintetizzare le prestazioni diagnostiche riportate e identificare le lacune metodologiche persistenti.</p> <p><strong>Metodi: </strong></p> <p>In accordo con il framework di Arksey e O’Malley e l’estensione PRISMA-ScR, è stata condotta una ricerca strutturata su PubMed/MEDLINE, Scopus, Web of Science e la Cochrane Library. Sono stati inclusi studi pubblicati tra gennaio 2015 e maggio 2026 che applicano tecniche di machine learning (ML) o deep learning (DL) al rilevamento o alla classificazione di OSCC o OPMD.</p> <p><strong>Risultati: </strong></p> <p>Sessantotto studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione, comprendendo analisi di fotografie cliniche, immagini istopatologiche, strisci citologici, tomografia a coerenza ottica e piattaforme multimodali. Le reti neurali convoluzionali profonde (CNN) con transfer learning hanno dominato la letteratura. Le prestazioni aggregate hanno mostrato una sensibilità mediana dell’87-95% e una specificità dell’81-96%.</p> <p><strong>Discussioni: </strong></p> <p>Il settore è caratterizzato da un persistente divario tra le prestazioni algoritmiche retrospettive e l’utilità clinica prospettica. I principali limiti includono dataset di piccole dimensioni, scarsa validazione esterna, limitata spiegabilità dei modelli e assenza di evidenze di livello regolatorio.</p> <p><strong>Conclusioni: </strong></p> <p>Gli strumenti di IA mostrano una promettente accuratezza diagnostica per OSCC e OPMD come ausili di screening point-of-care in contesti con risorse limitate. Tuttavia, l’impiego clinico su larga scala richiede validazione multicentrica prospettica, spiegabilità di livello regolatorio, dataset diversificati e curati e integrazione nei percorsi clinici stabiliti.</p>Asra HayatQazi Jawad HayatFareesa YahyaMuhammad Abbas YahyaYasir ArafatZiad Khan
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2026-09-302026-09-309316016710.30459/2026-54