Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm <blockquote> <p><em>L’<strong>Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine</strong> "<strong><a title="ijpdtm" href="https://www.ijpdtm.it">IJPDTM</a></strong>" è la rivista ufficiale della Società Italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica (<a title="simedet" href="http://www.simedet.eu"><strong>SIMEDET</strong></a>).</em></p> <p>Tutti gli articoli pubblicati hanno un <strong>numero identificativo digitale</strong> (<strong>DOI</strong>).</p> <p><strong>IJPDTM è open access e non richiede pagamenti per le richieste inoltrate di pubblicazioni di articoli</strong></p> <p><strong>ISSN 2704-6222 - </strong><!--StartFragment -->"<span style="font-weight: bold;">Periodicità trimestrale</span>".</p> <p>L’ <strong>IJPDTM</strong> ha il fine di promuovere la ricerca, la cultura e l’aggiornamento sia all’interno che all’esterno della società, coinvolgendo le diverse figure professionali che ne fanno parte (medici, infermieri professionali, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di anatomia patologica…).</p> <p><em>SITO WEB: <strong><a title="simedet" href="https://simedet.eu/" target="_blank" rel="noopener">https://simedet.eu</a></strong></em></p> </blockquote> it-IT info@simedet.eu (simedet) info@simedet.eu (simedet) mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100 OJS 3.2.0.3 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Le conoscenze sulle manovre blsd degli studenti universitari https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/82 <p><em>Introduzione: </em>La defibrillazione e la rianimazione cardiopolmonare precoci rappresentano le azioni più efficaci per il trattamento dell’arresto cardiaco, uno dei problemi di salute più diffusi in Europa. Anche se la diffusione delle postazioni per la defibrillazione a pubblico accesso è aumentata nel corso degli anni, il loro utilizzo da parte della popolazione risulta ancora piuttosto limitato con una conseguente possibile incidenza negativa sulla sopravvivenza delle vittime colpite da arresto cardiaco.</p> <p><em>Obiettivo: </em>Indagare le conoscenze relative alla RCP (Rianimazione Cardiopolmonare) e all’uso del DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) degli studenti dell’Università degli Studi di Padova al fine di individuare le principali barriere che ostacolano la messa in atto delle manovre rianimatorie.</p> <p><em>Metodi:</em> Studio osservazionale descrittivo. È stato somministrato un questionario <em>online</em> a 40 gruppi universitari, sia di ambito sanitario sia di ambito non sanitario, mediante l’utilizzo di una piattaforma social. Il questionario si compone di 21 quesiti, ciascuno volto a sondare le conoscenze relative all’ambito del primo soccorso. Il campione analizzato è composto da 390 studenti.</p> <p><em>Risultati:</em> I principali ostacoli all’esecuzione delle manovre rianimatorie sono risultati essere la paura di provocare un danno alla vittima, la collocazione inadeguata e la scarsa visibilità delle postazioni <em>PAD (Public Access Defibrillation)</em>, la mancanza di formazione e la paura di ripercussioni legali.</p> <p><em>Discussione:</em> Il livello di conoscenze relative all’ambito del primo soccorso si è rivelato essere migliore tra gli studenti iscritti a corsi di laurea di ambito sanitario, i quali hanno anche mostrato una maggiore disponibilità ad eseguire le manovre rianimatorie in caso di necessità. Nonostante ciò i principali ostacoli al primo soccorso sono stati indicati in egual misura da tutti gli studenti e trovano riscontro con i risultati emersi dalla letteratura.</p> <p><em>Conclusioni:</em> La formazione e l’educazione al primo soccorso devono essere sviluppate ed incentivate al fine di rendere la popolazione più consapevole e sensibile al tema del primo soccorso, unitamente ad una ancora più capillare e attenta diffusione di defibrillatori a pubblico accesso. Sono necessari ulteriori studi con un campione più numeroso al fine di poter estendere i risultati ottenuti alla popolazione generale.</p> Antonello Carta, Laura Franco, Chiara Zamberlan Copyright (c) 2020 Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/82 mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100 Le igg in terapia immunodulante https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/77 <p>Allo stato attuale delle conoscenze sull’uso di immunoglobuline iperimmuni e IVIgG in corso di COVID-19, non si possono ancora trarre linee di indirizzo generale.</p> <p>Resta importante identificare le circostanze cliniche che rendono le opzioni realmente utilizzabili a vantaggio del malato.</p> <p>Se il trattamento con anticorpi derivati da plasma di soggetti immuni post-COVID-19 trova comunque un suo specifico razionale terapeutico nell’ambito della stessa storia naturale della malattia, le IVIgG ad alte dosi dovrebbero essere impiegate in protocolli definiti con adeguata impostazione esecutiva per la ricerca di un efficace rapporto costo/beneficio, in particolar modo<br>considerando studi collaborativi multicentrici, che utilizzino parametri di valutazione condivisi e confrontabili.</p> Giuseppe Luzi Copyright (c) 2020 Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/77 mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100 Le generalità sul regime delle responsabilità https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/79 <p>L’articolo nella prima parte dopo aver fornito le generalità sul regime delle molteplici tipologie di responsabilità in cui possono incorrere gli operatori delle Aziende Sanitarie si fa carico di esplicitare gli elementi essenziali delle responsabilità derivanti da comportamenti contrari all’ordinamento giuridico piuttosto che a disposizioni regolamentari piuttosto che dal mancato&nbsp; adempimento delle competenze proprie dell’incarico da ciascuno di loro rivestito, fatta eccezione per quelle derivanti da obblighi professionali.</p> <p><br>La seconda parte dell’articolo a sua volta approfondisce tutti gli aspetti della così detta responsabilità professionale con&nbsp; particolare riguardo a quella in cui possono incorrere i professionisti sanitari.<br><br>L’approfondimento sottolineato che in essa può incorrere non solo chi è in possesso di conoscenze scientifiche e competenze tecniche acquisite tramite specifici studi di livello superiore conclusi con il conseguimento di un titolo abilitante all’esercizio<br>di una specifica professione caratterizzata da autonomia professionale e decisionale comportante, di norma, l’obbligo di iscriversi all’albo professionale abilitante riferito al titolo conseguito e di operare con la massima prudenza, perizia e diligenza nel rispetto di un codice di comportamento basato su predeterminate norme deontologiche, ma anche chi è tenuto ad adempiere le prestazioni con la diligenza del buon padre di famiglia ex art, 1176 cc dapprima evidenzia le diversificate conseguenze in cui si può incorrere per non aver adempiuto ai rispettivi compiti professionali e, al temine, focalizza le&nbsp; peculiarità che contraddistinguono la responsabilità professionale dei professionisti sanitari, in conseguenza delle specifiche disposizioni al riguardo in primis dal DL n. 158/2012, convertito in legge n. 189/2012 e successivamente dalla legge n. 24/2017.</p> Gianfranco Carnevali Copyright (c) 2020 Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/79 mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100 Il trasporto e conservazione del materiale biologico https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/80 <p>INTRODUZIONE.</p> <p>Il trasporto e la conservazione del materiale biologico rappresentano fasi critiche dell’intero processo analitico, caratterizzato dalla necessità di mantenere stabili i campioni destinati ai test di laboratorio.</p> <p>OBIETTIVI.</p> <p>L’obiettivo di questo lavoro è descrivere lo stato dell’arte relativamente alle problematiche del trasporto e della conservazione di campioni biologici. In particolare, verranno descritte le procedure di manipolazione, confezionamento e trasporto sia ai fini della tutela della salute e sicurezza degli addetti a tali operazioni, che per il mantenimento del valore diagnostico dei campioni stessi.</p> <p>MATERIALI E METODI</p> <p>La catena del trasporto inizia con il confezionamento e termina con la consegna del materiale al destinatario. Analizzeremo le corrette procedure necessarie per preservare il campione biologico e conferire attendibilità dei risultati di laboratorio.</p> <p>RISULTATI.</p> <p>Verranno sottolineati i momenti critici che possono influire sulla stabilità del materiale biologico, ponendo l’attenzione sulla variabile preanalitica “temperatura e tempo di conservazione” nonché sugli attuali strumenti che possono essere utilizzati per il monitoraggio della stessa.</p> <p>CONCLUSIONE.</p> <p>Temperature non corrette, ritardi nel trasporto, contenitori non adeguati portano ad un aumento dei classici errori della fase preanalitica come l’emolisi del campione, oppure a sovrastime o sottostime dovute all’instabilità degli analiti. La conservazione dei prodotti durante il trasferimento da una sede operativa ad un’altra richiede, in qualunque fase, l’applicazione di procedure rigorose. Assume notevole importanza conoscere le norme e le raccomandazioni da seguire al fine di uniformare le conoscenze e le competenze specifiche utili per evitare possibili errori preanalitici che potrebbero inficiare sulla qualità del dato analitico.</p> Gavino Napolitano, Alessandra Caracciolo Copyright (c) 2020 Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/80 mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100 Allergia al gatto https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/81 <p>La crescente presenza di gatti nelle case, associata a livelli significativi di allergeni dell’animale anche in aree dove non sono presenti (case, scuole, asili nido, luoghi di lavoro), ha contribuito ad aumentare la frequenza di allergie a questi animali nei paesi industrializzati.&nbsp;</p> <p>Gli animali sono la terza causa principale di asma allergico, dopo acari della polvere e pollini.&nbsp;Oltre ai proprietari di animali domestici e ai loro familiari, i professionisti coinvolti nella cura e nella ricerca degli animali sono un gruppo chiaramente colpito, che rappresenta fino a un terzo dei pazienti sensibilizzati. L’allergia al gatto rappresenta dunque un problema di salute significativo con domande irrisolte sulla gestione clinica, diagnosi, trattamento e prevenzione, che porta purtroppo alcune persone ad abbandonare il proprio gatto per risolvere il problema alla radice.</p> Federica Rota Copyright (c) 2020 Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/81 mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100 La storia della pandemia nei secoli e gli aspetti deontologici https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/78 Antonio Panti Copyright (c) 2020 Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/article/view/78 mar, 08 dic 2020 00:00:00 +0100