Rivisitare la condizione del "Babbione" dall'Ottocento a una proposta culturale contemporanea attraverso l'Intelligenza Artificiale

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Pier Paolo Visentin

Abstract

Questo articolo approfondisce la figura dei "Babbioni" nella Roma dell'Ottocento, analizzando un influente circolo di intellettuali che scelse di riappropriarsi con orgoglio di un termine inizialmente dispregiativo. Viene analizzato il silenzio storico che li ha circondati, interpretandolo non come dimenticanza, ma come un segno di profondo rispetto per la loro volontaria discrezione e indipendenza intellettuale. La ricerca propone una rilettura contemporanea di questa condizione attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale, mostrando come l'essere "babbione" - spesso legato all'avanzare dell'età e alla potenziale perdita di ruoli sociali e professionali - possa evolvere in un'identità culturale e sociale desiderabile, connotata da saggezza e influenza. Questo studio sottolinea come l'IA possa fungere da strumento per ricostruire e reinterpretare fenomeni storici marginali, creando un ponte tra le pratiche intellettuali del passato e il discorso socio-culturale moderno.

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Come citare
[1]
Visentin, P.P. 2025. Rivisitare la condizione del "Babbione": dall’Ottocento a una proposta culturale contemporanea attraverso l’Intelligenza Artificiale. Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine. 8, 4 (dic. 2025), 64-66. DOI:https://doi.org/10.30459/2025-44.
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Riferimenti bibliografici

• Gruppo dei Romanisti. "I Babbioni". Strenna dei Romanisti, 1940.

• Lombardo, Maria Luisa. "I caffè romani tra storia e cultura". Ludica, 2015-2016.

• Russo, Giovanni. "Caffè letterari a Roma nei mitici anni '60". Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia, 2016.

• Wikipedia. "Gruppo dei Romanisti". Wikipedia, 2024.

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