Chi merita di non soffrire? Breve genealogia morale del dolore in Occidente

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Pier Paolo Visentin

Abstract

Obiettivo:


Esplorare le radici storiche e morali delle disuguaglianze nella terapia del dolore in Occidente, evidenziando come il riconoscimento del dolore sia stato storicamente condizionato da gerarchie di genere, razza, classe e umanità percepita.


Metodi:


Analisi storiografica e filosofica di fonti primarie (testi medici, diari, registri chirurgici, trattati teologici) e secondarie (studi recenti in storia della medicina, etica clinica e studi sulla disuguaglianza sanitaria).


Risultati:


Si dimostra che, per secoli, il sollievo dal dolore non è stato distribuito in base alla sua intensità fisiologica, ma in base al “merito” morale del sofferente: martiri, soldati, schiavi, donne e pazienti psichiatrici sono stati sistematicamente esclusi o inclusi in base a narrazioni culturali. Tracce di questi filtri persistono nella pratica clinica contemporanea, specialmente nei confronti di pazienti donne, neri e affetti da patologie con dolore “invisibile”.


Conclusioni:


La diagnosi e la terapia del dolore richiedono non solo competenza fisiologica, ma una consapevolezza critica delle eredità morali che influenzano inconsciamente il giudizio clinico.

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Come citare
[1]
Visentin, P.P. 2026. Chi merita di non soffrire? Breve genealogia morale del dolore in Occidente. Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine. 9, 1 (mar. 2026), 155-158. DOI:https://doi.org/10.30459/2026-20.
Sezione
Storia della Medicina

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Scarry E. Op. cit., p. 3.

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