Andamento della resistenza antimicrobica in una rete sanitaria regionale in Italia Analisi retrospettiva (2024-2025) e implicazioni per la gestione
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Abstract
Introduzione: La resistenza antimicrobica (AMR) rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica globale, in particolare per le infezioni del flusso sanguigno causate da microrganismi multiresistenti (MDRO). In Italia, i tassi di AMR rimangono tra i più alti in Europa, rendendo necessarie strategie di sorveglianza e intervento mirate, in linea con il Piano d'azione nazionale sulla resistenza antimicrobica (PNCAR) 2022-2025.
Metodi: Abbiamo condotto uno studio osservazionale retrospettivo in cinque centri ospedalieri della rete USL Umbria 1 (Città di Castello, Branca, Assisi, Pantalla, Castiglione del Lago). Sono stati inclusi tutti gli isolati non duplicati da emocolture e liquido cerebrospinale raccolti tra gennaio 2024 e giugno 2025. L'identificazione dei patogeni è stata effettuata mediante MALDI-TOF e i test di sensibilità antimicrobica hanno seguito gli standard EUCAST. I tassi di resistenza nel 2024 sono stati confrontati con quelli osservati nel primo semestre del 2025. I confronti statistici sono stati eseguiti utilizzando il test esatto di Fisher.
Risultati: È stato osservato un panorama di resistenza eterogeneo tra i centri. Un marcato aumento di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi (CRKP) è stato rilevato a Città di Castello (12,5% vs 60,0%, p=0,08). Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) è aumentato ad Assisi (27,3% vs 63,6%, p=0,09) e Pantalla (13,3% vs 50,0%, p=0,07), mentre una significativa riduzione è stata osservata a Branca (45,0% vs 8,3%, p=0,04). La ceftarolina ha mostrato un'elevata attività contro gli isolati di MRSA. Enterococcus faecium vancomicina-resistente (VRE) persistente è stato osservato a Castiglione del Lago.
Conclusioni: I modelli di resistenza antimicrobica all'interno della rete USL Umbria 1 sono altamente eterogenei e dipendenti dalla struttura. Questi risultati confermano la necessità di strategie di gestione antimicrobica specifiche per ciascun sito e di una sorveglianza microbiologica standardizzata. Sono necessari set di dati più ampi e periodi di osservazione più lunghi per confermare queste tendenze.
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